20Righe

La politica ci appartiene. Facciamola nostra.

8. Dalla lettera di Eco ai Girotondi. Ma il popolo è senza rappresentanti.

“Cari amici,

mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare: (1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha diritto di governare. (2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.”

Umberto Eco

E’ con queste parole che Umbero Eco esprime la propria solidarietà alla manifestazione che si terrà a Roma  l’8 Luglio prossimo e avrà come oggetto le leggi in tema di giustizia paventate dall’attuale governo.

Parole giuste, analisi corretta, definizione coerente. Poco da aggiungere e niente da obiettare.

Ma questa manifestazione rischia di essere un flop. E non perchè sia sbagliata a livello ideologico o nei principi. Solo che forse, non è questo il tempo dell’ideologia e dei principi. E’ che abbiamo bisogno di fatti.

O se non di fatti, di avere almeno l’impressione(1) che qualcosa si muove. L’impressione che l’interesse della politica sia quello di migliorare le nostre vite. E che la priorità di chi ci rappresenta, sia quella di rappresentarci.

Non è un problema di maggioranza, non di opposizione. Quando la prima fa convergere l’attenzione su problemi non pressanti per il paese, e la seconda si mobilita nella stessa direzione, entrambe falliscono. 

E’ un problema di vicinanza, di contatto con la realtà, di ritorno alla base elettorale, ai problemi veri.

E non si parli più dei problemi del paese. Possiamo parlare, per una volta, dei problemi delle persone?!

Qualcuno dovrà pure dirvelo: tocca a voi risolverli. Ve lo siete scelto di lavoro, e vi paghiamo per questo.  

 

BlogginSers! 

 

(1) Basterebbe anche solo averne la sensazione. Farebbe morale.

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7 luglio 2008 Posted by | Comunicazione politica, Discorsi da bar, Governo, Maggioranza, Manifestazioni, Opposizione, Personaggi, Problemi veri | , , , , , , , , , , , , , , | 9 commenti

2. Il governo ombra. Verso una politica del fare?

Il governo ombra, nominato da Veltroni, potrebbe essere il faro di una nuova politica. Almeno nelle intenzioni infatti, il PD propone un’opposizione attiva e propositiva. Un passo in avanti verso una politica del fare

Negli ultimi anni, il rapporto tra le parti politiche è stato prevalentemente URLATO, irresponsabile e fine a se stesso. L’unico imperativo era distruggere, far cadere il governo e tornare alle urne. Per tornare al potere.

Nei 5 anni di governo Berlusconi, l’opposizione non faceva altro che osteggiare il premier e il suo esecutivo. E così, nella polemica continua sulle famigerate leggi ad personam, un’opposizione altrettanto contra personam ha finito per rendere il premier un’avversario forte e redivivo alle successive elezioni.

A parti invertite, nei 2 anni di governo Prodi, l’opposizione di destra* ha definito la propria agenda politica in relazione al tentativo di far cadere il governo. La famigerata spallata, ha contraddistinto l’azione di un’opposizone scellerata che, insieme a un governo immobile e incapace di fondarsi sul comune accordo, ha lasciato questo paese nello stallo in cui è oggi.

In questo contesto, il governo ombra può essere l’occasione per cambiare almeno le dinamiche di opposizione. Organizzandosi intorno a un esecutivo ombra, la minoranza si propone finalmente una missione attiva. Seguire da vicino le scelte del governo, muovendo dalla convinzione che invece di dire solo qualcosa contro, si può davvero fare qualcosa per. Anche senza i ricchi stipendi ministeriali, anche con visibilità ridotta. Ogni ministro ombra potrebbe/dovrebbe così seguire il ministro effettivo e incalzarlo nella sua attività. Ma soprattutto elaborare proposte, realtà alternative, politiche possibili. Finalmente insomma, un’opposizione al lavoro.

In conclusione un’idea: perchè non istituzionalizzare il governo ombra almeno a livello comunicativo, inserendo la dicitura “Ministro Ombra per…” nei TG o nelle trasmissioni TV** di approfondimento politico? 
Questo forse, potrebbe rendere ancor più facile e rapido per tutti effettuare il confronto tra le parti. 

 

BlogginSers!

 

* La precisazione “di destra” si è resa necessaria in quanto, negli anni che vanno dal 2006 al 2008, la sinistra ha saputo essere maggioranza di (non) governo e, contemporaneamente, opposizione della stessa.
** Nelle testate giornalistiche questo sembra già essere prassi (più o meno) abituale.

25 maggio 2008 Posted by | Idee, Politica del fare | , , , , | 1 commento