20Righe

La politica ci appartiene. Facciamola nostra.

2. Il governo ombra. Verso una politica del fare?

Il governo ombra, nominato da Veltroni, potrebbe essere il faro di una nuova politica. Almeno nelle intenzioni infatti, il PD propone un’opposizione attiva e propositiva. Un passo in avanti verso una politica del fare

Negli ultimi anni, il rapporto tra le parti politiche è stato prevalentemente URLATO, irresponsabile e fine a se stesso. L’unico imperativo era distruggere, far cadere il governo e tornare alle urne. Per tornare al potere.

Nei 5 anni di governo Berlusconi, l’opposizione non faceva altro che osteggiare il premier e il suo esecutivo. E così, nella polemica continua sulle famigerate leggi ad personam, un’opposizione altrettanto contra personam ha finito per rendere il premier un’avversario forte e redivivo alle successive elezioni.

A parti invertite, nei 2 anni di governo Prodi, l’opposizione di destra* ha definito la propria agenda politica in relazione al tentativo di far cadere il governo. La famigerata spallata, ha contraddistinto l’azione di un’opposizone scellerata che, insieme a un governo immobile e incapace di fondarsi sul comune accordo, ha lasciato questo paese nello stallo in cui è oggi.

In questo contesto, il governo ombra può essere l’occasione per cambiare almeno le dinamiche di opposizione. Organizzandosi intorno a un esecutivo ombra, la minoranza si propone finalmente una missione attiva. Seguire da vicino le scelte del governo, muovendo dalla convinzione che invece di dire solo qualcosa contro, si può davvero fare qualcosa per. Anche senza i ricchi stipendi ministeriali, anche con visibilità ridotta. Ogni ministro ombra potrebbe/dovrebbe così seguire il ministro effettivo e incalzarlo nella sua attività. Ma soprattutto elaborare proposte, realtà alternative, politiche possibili. Finalmente insomma, un’opposizione al lavoro.

In conclusione un’idea: perchè non istituzionalizzare il governo ombra almeno a livello comunicativo, inserendo la dicitura “Ministro Ombra per…” nei TG o nelle trasmissioni TV** di approfondimento politico? 
Questo forse, potrebbe rendere ancor più facile e rapido per tutti effettuare il confronto tra le parti. 

 

BlogginSers!

 

* La precisazione “di destra” si è resa necessaria in quanto, negli anni che vanno dal 2006 al 2008, la sinistra ha saputo essere maggioranza di (non) governo e, contemporaneamente, opposizione della stessa.
** Nelle testate giornalistiche questo sembra già essere prassi (più o meno) abituale.

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25 maggio 2008 Posted by | Idee, Politica del fare | , , , , | 1 commento

1. Quella voglia di parlare, di capire, di cambiare. Benvenuti in 20Righe.

Ricordo che all’indomani delle elezioni politiche 2006 passai un’intera serata a parlare con amici di politica e del futuro di questo paese. Bevendo una birra nel nostro pub di sempre, parlavamo di lavoro, istruzione, pensioni, economia e sembravamo abili anche nel definire le manovre finanziarie che avrebbero risollevato il paese.
All’apice della discussione (fanta)politica, pensammo bene che l’accordo era tale da creare un partito che, correndo da solo (e in questo c’è da dirlo, avevamo precorso i tempi alla grande), avrebbe vinto le elezioni con ampio margine. Nell’euforia generale per una vittoria ormai certa (i sondaggi erano inequivocabili), non dimenticammo di assegnarci i ministeri e le cariche politiche più importanti in totale accordo. Allo stesso tempo, con elevato senso di responsabilità e rispetto delle istituzioni, volevamo che il nostro partito aprisse una nuova stagione di politica condivisa. “Si governa tutto il paese, non solo chi ci ha votato” ci ripetevamo. Decidemmo così, che la presidenza del senato sarebbe andata all’opposizione…

Lo so, già. Quest’ultima affermazione avrà fatto diventare i vostri dubbi iniziali delle virtuali certezze: “Birra, pub, politica, ministeri… E questa del senato all’opposizione®* poi! Ma questi saranno stati tutti ubriachi persi!”

Volete la verità? Non eravamo ubriachi**, le cose stavano forse peggio. La realtà è che noi, di politica, volevamo parlare. Giovani, ingenui e privi di esperienza, volevamo capire dove la politica avrebbe potuto portarci. Non importa se facendone la nostra vita e il nostro impegno o semplicemente interessandocene attivamente. Insieme, volevamo farci un’idea, un’opinione. Aspettando il giorno in cui avremmo potuto cambiare. Cambiare cosa ancora no so; forse noi stessi, forse altro. Ma ad ogni modo, e soprattutto attivamente, cambiare.

Oggi, a distanza di oltre due anni, posso dire che quel partito certamente non nascerà. E probabilmente tutta questa storia andrà a finire come quella dei famigerati quattro amici al bar di Gino Paoli.

Però, quella voglia di parlare, di capire, di cambiare… Quella sì, è ancora qua. Anche in queste 20Righe.

 

BlogginSers!

 

* Senato all’opposizione® è un marchio registrato e un’innovazione brevettata. Tutti i diritti riservati.
** O almeno, non quella sera. Ok… forse è meglio dire “non ancora”…

21 maggio 2008 Posted by | Discorsi da bar, Inizio, Rompere il ghiaccio, Utopie | , , , , | 1 commento